Radicali Liberi - Antiossidanti

Antiossidanti e radicali liberi giocano una partita difficile e raffinata nel nostro organismo, un sottile gioco di equilibri la cui rottura può portare a conseguenze più o meno gravi. Un accumulo progressivo di radicali liberi e ossidanti determina uno stress ossidativo condizione che, gioca un ruolo importante nello sviluppo di un gran numero di patologie.

Per combattere lo stress ossidativo l’organismo umano utilizza antiossidanti. Questi possono essere prodotti dall’organismo stesso o possono provenire dal cibo consumato.
Una giusta proporzione tra radicali liberi e antiossidanti è necessaria per un corretto equilibrio fisiologico. 

La scienza ci dice che i radicali liberi sono delle molecole che posseggono un singolo elettrone in un orbitale atomico, una situazione che li rende molto reattivi. I più importanti radicali liberi all’interno della cellula sono derivati dell’ossigeno (ROS Reactive Oxigen Species) o dell’azoto (RNS Reactive Nitrogen Species) e la loro formazione dipende sia da processi interni alla cellula, sia da fattori ambientali.

In quantità ridotte i radicali liberi hanno funzioni importanti nei processi di maturazione delle strutture cellulari e sono utilizzati come vere e proprie armi dai fagociti, cellule del sistema immunitario la cui funzione è di distruggere fisicamente i patogeni che riescono ad entrare nel nostro organismo. ROS e RNS partecipano anche a numerosi sistemi di segnalazione cellulare (ne è esempio l’ossido nitrico, importante messaggero nei processi di regolazione del flusso sanguigno e in certe condizioni partecipa alla distruzione di patogeni e cellule). Non si tratta quindi di sostanze superflue, prodotti di scarto o “tossine”, come piace dire ad alcuni, ma di elementi essenziali a crescita, sviluppo e difesa della cellula e dell’organismo. È il loro eccesso che può portare a seri problemi.
I problemi nascono dunque quando si rompe l’equilibrio tra la produzione di radicali liberi e le difese antiossidanti della cellula. In presenza di un accumulo di radicali liberi si parla di stress ossidativo. Questo accumulo provoca danni ad un gran numero di molecole, in particolar modo lipidi, proteine e acidi nucleici, con formazione di composti che possono portare a disfunzioni gravi della cellula, disfunzioni che a loro volta possono contribuire a genesi e sviluppo di un gran numero di malattie.

I radicali liberi, e in particolar modo il radicale ossidrile, sono in grado di attaccare il DNA in più punti. Oltre al DNA possono danneggiare anche gli istoni, le proteine che organizzano il DNA e partecipano ai processi di regolazione della trascrizione, con conseguenze spesso drammatiche.Enzimi e particolari sostanze prodotte dall’organismo (ossia tutte quelle sostanze, essenziali, organizzate in sistemi complessi volti al mantenimento di un adeguato, ma dinamico, equilibrio dipendente dalle particolari condizioni cellula – organismo)  sono in grado di porre un sistema di difesa.

Il nostro organismo dunque ci proteggerci dai potenziali danni dovuti all’azione di specie reattive. Ne è l’esempio ciò che avviene in quei soggetti che praticano con continuità un’attività fisica impegnativa. Durante lo sforzo, nelle cellule interessate, si ha una elevata produzione di radicali liberi che è contemporaneamente accompagnato da un netto aumento delle difese antiossidanti. L’attività antiossidante aumenta in particolar modo nel muscolo, nel cuore e nel fegato. In conclusione anche se un’attività vigorosa determina un aumento della produzione di radicali liberi, l’esercizio fisico gioca un ruolo fondamentale nel ridurre lo stress ossidativo grazie agli adattamenti che si verificano a livello delle difese antiossidanti della cellula, adattamenti decisamente più importanti degli eventuali danni legati al transitorio aumento di specie reattive.

Volete ridurre il rischio legato all’azione dei radicali liberi? Non fumate, mangiate frutta e verdura, fate sport e bevete Phylgood.
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