Enzimi

Phyllgood è importante fonte di enzimi biogenici e bioattivi che coadiuvano la digestione degli amidi, delle proteine e dei grassi. 

L’alimentazione deve essere vitale, deve garantire la ricostituzione e la rigenerazione delle cellule e dei tessuti del corpo; proprio come i raggi del sole che inviando miliardi di atomi garantiscono la vita delle piante, attivando così gli enzimi che, grazie a questa forza, riescono a trasformare elementi inorganici in elementi organici e pieni di vita.
Gli enzimi sono sostanze complesse che ci rendono capaci di digerire il cibo e di assimilarlo nel nostro sangue; attivi all’interno del sistema digerente umano, scompongono gli alimenti in modo tale che le sostanze nutritive possano essere facilmente utilizzate dall’organismo. Sono un intangibile energia che contribuisce alla Vita – dove c’è vita ci sono enzimi. 

Sensibili alle temperature oltre i 47°C, a 48.8°C diventano inerti e a 54.4°C muoiono, gli enzimi sono parte fondamentale della nostra esistenza.
Possiamo impiegare due tipi fondamentali di enzimi nel processo di depurazione e rigenerazione del sangue, e in ultima analisi di tutto l’organismo.
Il primo gruppo è quello degli enzimi endogeni, che sono presenti all’interno dell’organismo. Pur essendo potenti e capaci di una radicale disintossicazione, con l’avanzare dell’età gli enzimi endogeni diminuiscono. La loro vita e la loro attività possono tuttavia essere prolungate, se li aiutiamo dall’esterno introducendo nella dieta, il secondo gruppo, gli enzimi esogeni.

Più il sistema digerente ha bisogno di enzimi endogeni per scomporre il cibo minori saranno le riserve interne degli enzimi metabolici – questi enzimi ricoprono un ruolo cruciale nel gran numero di processi in atto nell’organismo. Più rapidamente esauriamo le nostre scorte di enzimi endogeni più rapidamente invecchiamo. Il processo di invecchiamento subisce un’accelerazione via via che l’organismo è costretto ad attingere alle riserve di enzimi metabolici.
Se gli enzimi esogeni non sono presenti nel cibo dev’essere l’organismo a fornire gli enzimi mancanti – l’organismo in questo caso è costretto a produrre una quantità maggiore di enzimi in grado di scomporre le proteine (proteasi), gli amidi (amilasi) e i grassi (lipasi) rispetto a quanto farebbe se questi enzimi fossero presenti nel cibo. 

Per evitare che il corpo si avveleni (tassiemia) occorrerà dunque mantenere un corretto e sano equilibrio, certamente, garantito, con l’introduzione di elementi vivi, vitali e organici. 
Gli enzimi che sembrano essere particolarmente efficaci nel rafforzare le difese dell’organismo sono la superossido dismutasi (SOD), la proteasi, l’amilasi e la catalasi. Secondo gli enzimologi la qualità della vita e dunque la giovinezza dipende dalla quantità e dall’energia degli enzimi presenti nell’organismo.

Il nostro organismo ha bisogno di essere rifornito ogni giorno con gli stessi elementi di cui è composto; se assicuriamo considerazione, attenzione, e dedizione anche alle altre due componenti del nostro essere, la mente e lo spirito, l’obiettivo della salute psico-fisica è altamente perseguibile. Se al contrario, permettiamo alle ossessioni, al risentimento, alle paure, alle preoccupazioni, alla frustrazione e a tutti gli stati mentali negativi di pervaderci allora anche il cibo migliore e più integro che esista non permetterebbe l’ottenimento di alcun tipo di risultato.
Phyllgood è il mezzo attraverso il quale possiamo rifornire tutte le cellule e i tessuti del corpo degli elementi e degli enzimi nutrizionali di cui necessitano nel modo in cui possono essere maggiormente digeribili e assimilabili.
 

SOD

La SOD riveste un ruolo cruciale nella capacità di prevenire l’invecchiamento.

Lavorando in modo autonomo, il Dottor Barry Halliwell (biochimico dell’Università di Londra), il Dottor M. Rister (Università di Colonia) e il Dottor Irwin Fridovich (biochimico dell’Università di Duke) hanno trovato la SOD in tutte le cellule dell’organismo e hanno cercato di individuare il ruolo che questo enzima riveste nel rallentare l’invecchiamento cellulare.

Ne è emerso che la SOD riduce gli effetti delle radiazioni, agisce come un composto antinfiammatorio e può prevenire i danni cardiaci o dall’esposizione a sostanze irritanti.

La SOD è naturalmente presente in tutte le cellule come agente equilibrante in grado di neutralizzare gli effetti tossici delle sostanze prodotte dai processi metabolici. Quando la quantità di superossidi delle cellule aumenta senza un corrispondente aumento della produzione di SOD, ne deriva un danno cellulare e un’accelerazione dell’invecchiamento.

Dopo l’esposizione alle radiazioni o a sostanze inquinanti (ne sono esempio i derivati degli ossidi di azoto), in seguito a consumo di sostanze esterne e con l’avanzamento dell’età il numero di superossidi nocivi all’interno delle cellule aumenta. Il loro accumulo, una certa dose di superossido è necessaria, danneggia i grassi, il DNA e la struttura generale delle cellule. 

Quando le riserve di SOD sono ridotte, le cellule diventano tossiche, perdono la capacità di rinnovarsi e muoiono prematuramente. 

Sia in test di laboratorio, sia nella sperimentazione clinica, la SOD si è rivelata un enzima sicuro ed efficace in grado di proteggerci dai danni cellulari dovuti a superossidi, infezioni, invecchiamento, radiazioni e intossicazioni.
 
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